[...] La parola poietica di Micheli accentua il carattere di azione della póiesis già nella metafora bellica (il sole è un’ arma) in incipit di questo bel libro, che mantiene pressoché sempre un ritmo majakovskiano di battaglia – contro l’opacità del mondo comune, il degrado della poesia a letteratura esangue, il potere ottenebrato e ottenebrante – opportunamente intercalato dalla dolcezza luminosa di immagini surreali e delicate, eden che dischiudono varchi di serica e vellutata bellezza e armonia, e seminano la giusta dose di utopia a partire dall’inquietudine apocalittica (Il monaco nero) di chi è consapevole di trovarsi nel mezzo di una decadenza civile e umana contro cui è necessario battersi. [...]
dalla prefazione di Angelo Tonelli
[...] Con la vocazione di scrittore fine e sensibile, sempre rivolta alla ricognizione dei profili di base, nascosti dentro l'apparenza delle cose, Giancarlo Micheli, cesellatore di immagini e di personaggi, diventa costruttore di lievitate memorie di vicende, non facili a scoprirsi ad occhio nudo, come il profumo dei fiori sperduti nei monti. [...]
dalla postfazione di Federico Gabrieli